Mostra Le Opere e i Giorni

Le opere e i giorni.

Exempla virtutis, favole antiche e vita quotidiana nel racconto dei cassoni rinascimentali

Museo Stibbert 26 settembre 2015 – 06 gennaio 2016

 

 

Il Museo Stibbert, oltre alla cospicua collezione di armature europee e orientali, possiede una vasta raccolta di dipinti e arredi antichi. In occasione della 29° Biennale Internazionale dell’Antiquariato apre una mostra incentrata sui dipinti eseguiti da importanti artisti dell’Italia Centrale dalla fine del Trecento fino agli inizi del Cinquecento sui fronti dei cassoni nuziali.

Grazie alle ricerche condotte nel corso dell’anno accademico 2013 – 2014 da un gruppo di giovani studiosi dell’Università di Firenze guidati con grande competenza da Andrea De Marchi, è stato possibile valutare più a fondo un settore della collezione finora poco noto e costituito da opere di notevole interesse sia per gli storici dell’arte che per gli studiosi della storia del costume: a questo proposito si possono citare i due pannelli ascritti al ‘Maestro di Carlo III Durazzo’, antesignano del nuovo genere di cassone nuziale istoriato; il gruppo di fronti di cassoni attribuiti al fratello di Masaccio, Giovanni di ser Giovanni detto lo Scheggia che, nei dipinti, riversò la sua immaginazione più spigliata ed evocatrice di multicolori squarci di vita quotidiana; e i numerosi esempi di opere sia di artisti senesi della bottega di Francesco di Giorgio che umbri, interessanti testimonianze dell’utilizzo, accanto alla pittura, della decorazione in stucco dorato. Le favole antiche e i miti illustrati sulle fronti dei forzieri tre - quattrocenteschi venivano infatti rilette dagli artisti dell’epoca in chiave contemporanea, divenendo così per noi un ricco campionario degli abiti e delle armature sontuose in uso nel Medioevo e nel Rinascimento. Le approfondite indagini storiche effettuate in occasione della mostra su ciascun pezzo della collezione Stibbert hanno portato inoltre all’individuazione di altri forzieri realizzati in serie o usciti dalle medesime botteghe ed ora conservati presso collezionisti privati i quali hanno acconsentito, in questa occasione, a prestare le loro opere, completando così al meglio il percorso espositivo, grazie anche alla loro partecipazione all’evento in veste di sponsors.

Un evento importante all’interno di questa iniziativa è stato il recupero di due imponenti “troni” ideati da Stibbert i quali, dopo essere stati tolti dalla Sala della Cavalcata da Alfredo Lensi all’indomani della morte di Stibbert, sono rimasti fino ad oggi nei depositi del Museo. Si tratta di due mobili a stallo le cui ricche spalliere, realizzate in stile gotico dall’intagliatore senese Pasquale Leoncini, sono composte da fronti e laterali di vari cassoni con decori in stucco dorato databili tra Trecento e Quattrocento.

Non sarebbe stato possibile realizzare una mostra così impegnativa senza il contributo di un generoso gruppo di antiquari che ha sovvenzionato il restauro di molte delle opere esposte in mostra: un bell’esempio di sinergia virtuosa, sul campo, fra pubblico e privato, che speriamo aiuti ad attirare verso lo Stibbert anche investimenti più importanti, perché diventi sempre più un faro e un punto di riferimento, alimentando il gusto per il collezionismo e per l’alta epoca.

Nei giorni 26 settembre – 4 ottobre 2015 i visitatori della 29° Biennale Internazionale dell’Antiquariato che esibiranno il biglietto di ingresso avranno diritto al biglietto ridotto.