Museo Stibbert
Via Federigo Stibbert, 26 - 50134 Firenze


Apertura al pubblico
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Ven - Dom 10:00 - 18:00
Giovedì chiuso


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Attività didattiche


Il museo Stibbert vi invita a fruire di un'ampia offerta didattica attraverso la collaborazione con scuole e famiglie.

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Le Incisioni

La collezione di incisioni del Museo Stibbert è stata oggetto di un progetto per assegno di ricerca in ambito culturale di durata biennale, dal titolo “Disegni e stampe dalla collezione Stibbert: intervento di catalogazione, conservazione e restauro per il loro recupero.”.

Titolare dell’assegno: Cristina Merelli, restauratrice-conservatrice di opere d’arte su carta, materiale librario e fotografia.

Il progetto nato dal Dipartimento di Scienze della Formazione, Scienze Umane e della Comunicazione Interculturale dell’Università di Siena e dal Museo Stibbert, è in collaborazione con Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Dipartimento di Biotecnologia, Chimica e Farmacia dell’università di Siena e CTS Europe, ai quali si è unito in corso d’opera il Consorzio per lo Sviluppo dei Sistemi a grande Interfase (CSGI) dell’Università di Firenze.

È realizzato grazie al prezioso contributo di Regione Toscana e di alcune aziende e privati del territorio, sensibili al tema della conservazione (Quadrifoglio S.p.a, Mariella Bertoneri, Argenterie Giovanni Raspini SPA, Semar srl).

Il progetto si profila come un programma di ricerca interdisciplinare, con l’obiettivo di recuperare, conservare e rendere fruibile al pubblico la ricca ed eterogenea raccolta di stampe presenti nei depositi del Museo Stibbert di Firenze.

Il Museo Stibbert conserva un importante nucleo di stampe costituito da circa 2750 opere, che prima dell’avvio del progetto risultavano solo in parte inventariate, tutte completamente prive di documentazione fotografica, da catalogare, mettere in sicurezza e in alcuni casi restaurare.

In generale la raccolta comprende stampe che datano dal Cinquecento sino tutto l’Ottocento; una rassegna completa su tutte le tecniche di incisione, con autori che offrono un un’ampia panoramica su tutta la storia di questa tecnica artistica, per citarne alcuni: Albrecht Durer (1471 – 1528), Stefano della Bella (1610 – 1664), Claude Mellan (1598 – 1688), fino a Raffaello Morghen (1758- 1833).

Questa notevole collezione comprende stampe sia in forma di fogli singoli, suddivisi in cartelle, sia conservate rilegate e/o incollate all’interno di album.

Il progetto di ricerca è stato articolato in fasi successive:

- riscontro inventariale ed esame dello stato di conservazione di ogni singola unità;

- campagna fotografica tramite l’acquisizione di immagini digitali;

- compilazione di schede di catalogo, con lo scopo di rendere disponibile in rete l’intera raccolta attraverso la realizzazione di un catalogo completo su supporto informatico, conforme agli standard ministeriali definiti dall’ ICCD;

- riordino, messa in sicurezza e condizionamento, ovvero sistemazione fisica delle opere catalogate tramite l’impiego di materiali idonei realizzati ad hoc, per renderne migliore la fruizione e garantirne una corretta conservazione al futuro.

- individuazione della principale problematica conservativa e selezione di un nucleo di opere di essa rappresentativa, sulle quali approfondire lo studio attraverso il supporto di tecniche diagnostiche ed intervenire con il restauro. L’intervento di restauro ha previsto la sperimentazione e ed il successivo impiego di metodologie di nuova frontiera, con particolar riferimento ai nanomateriali.

 

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